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Doniamo la vita ai libri!

Si sente in giro che i ragazzi leggono poco, distratti da internet, telefonino e tv, stufi di adulti che insistono nel sostenere l’importanza della lettura, ma che poi troppo spesso continuano a proporre loro vecchi libri dalle copertine sbiadite e la grafica poco accattivante, grossi e pesanti come mattoni di cemento, libri orfani da tempo di giovani mani che ne hanno voltato le pagine, libri per certi versi incomprensibili, che non parlano la lingua degli adolescenti. Libri che si “subiscono”, come un brutto voto in condotta.

Si potrebbe provare a cambiare.

Spesso i ragazzi si disinteressano alla lettura solo perché non hanno mai trovato un libro che li abbia interessati o emozionati o divertiti. Bene, lasciamoli allora liberi di scegliere ciò che più li incuriosisce, un fantasy, magari, piuttosto che un giallo, un horror piuttosto che un romanzo di avventura, un libro che li seduca dal titolo o dalle illustrazioni, dalla trama o dai colori della copertina, perché sono certa che da qualche parte c’è il “loro” libro, quello che li conquisterà e li avvicinerà finalmente al meraviglioso mondo della lettura, da cui poi non sapranno staccarsi mai più.

Perché tutti sappiamo quanto sia importante leggere - quanto i libri aiutino a formare le coscienze, stimolino la mente, sollecitino l’intelligenza - ma se provassimo anche un po’ a pensare a quanto sia piacevole leggere?

Il piacere della lettura. Non è un’utopia.

Leggere fa volare sulle ali della fantasia, trasporta lontano, in un luogo e in un tempo diversi dal nostro, apre la porta su mondi sconosciuti.

Leggere un libro non è come guardare un film.

Nel film sono gli attori ad interpretare la storia, a renderla viva, e per questo vera, sofferta, intima, e lo fanno in mille modi, personalissimi. Un gesto, uno sguardo, un ammiccamento e tutto assume una sfumatura diversa, nuova, accattivante o banale. E noi? Noi siamo gli spettatori, quelli che ascoltano senza interferire, che osservano senza poter aggiungere nulla o cambiare una virgola o il rosso di un tramonto.

Che guardano. E tacciono.

Quando leggiamo un libro, invece, interagiamo con lo scrittore, siamo noi gli attori, noi che interpretiamo quel gesto, quella parola, quello sguardo.

Lo scrittore suggerisce e noi creiamo.

Senza di noi i personaggi sarebbero morti, essi prendono vita solo quando ci sono gli occhi di un lettore che li fa vivere. Altrimenti le loro parole, la loro storia, rimangono solo schizzi di inchiostro sulla carta.

Molto triste, non vi pare?