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Quando la diversità fa rima con razzismo

Esistono varie forme di diversità ed emarginazione nei cui confronti bisogna favorire un atteggiamento di apertura, rispetto e generosità da parte dei ragazzi. Perché l’emarginazione, qualunque essa sia, sessuale, religiosa, etnica o dovuta a menomazioni fisiche, nasce molto spesso dall’ignoranza, dal pregiudizio, dalla non conoscenza dell’altro, dall’intolleranza. Ed è un’esperienza che lascia dietro di sé profonde ferite e mina fin nelle fondamenta l’autostima delle vittime, le quali non vengono giudicate in quanto “persone” ma semplicemente sulla base di stereotipi e luoghi comuni.

Nel romanzo “Il segreto di Villa Camilla” ho voluto affrontare questo tema così delicato e mostrare come l’amicizia, la solidarietà e il rispetto per gli altri possano vincere sulla mala pianta del pregiudizio.

Perché solo conoscendo l’altro potremo abbattere ogni barriera, costruire una cultura dell’inclusione dove la diversità è vista come valore, cancellare ogni forma d’intolleranza culturale, razziale, religiosa e ogni tipo di discriminazione.

Purtroppo, in una società dove il valore delle persone non si misura sulla qualità del loro operato, sulla serietà, sull’onestà morale, ma sui beni materiali e soprattutto sull’apparenza, è facile che le giovani menti vengano ingannate.

Perché nel nostro mondo l’immagine è sostanziale: i mass media ogni giorno forniscono modelli estetici spesso difficilmente raggiungibili, portando comunemente a credere che la bellezza, la magrezza, la prestanza fisica siano le migliori doti di cui ciascuno debba avvalersi per farsi largo nel lavoro, nelle relazioni sociali, nella famiglia, nella scuola, dovunque.

Ovvio che, partendo da questo punto di vista, i deboli, i menomati fisici, i disabili, e tutti coloro che sono lontani dal possedere determinati caratteri estetici, non abbiano le qualità necessarie per emergere, sono perdenti e per questo vanno discriminati, emarginati, ghettizzati.

Condannati ad un’eterna e umiliante solitudine.

Settanta anni fa l’obiettivo principale dei nazisti era proprio eliminare ogni forma di differenza o diversità e creare un’umanità perfetta, priva di difetti.

Tesi, questa, che trovò poi la sua attuazione nel genocidio più drammatico di tutta la storia dell’umanità: l’Olocausto.