Home
Biografia
Romanzi
Articoli
Laboratorio espressivo
Lilli scrive
Eventi
Contatti
Links

Ricordare la Shoah. In che modo?

Custodire e rinnovare la memoria è da parte di tutti noi un atto di grande responsabilità, perché la lezione del passato deve servire a tutti come monito per garantirci un mondo migliore. Ecco perché è importante che la società si occupi di formare le nuove generazioni al rispetto di certi valori.

Non è mai anacronistico parlare di Shoah.

Ricordare la Shoah deve essere inteso come un’opportunità per riflettere su tutte quante le ingiustizie che ancora oggi vengono perpetrate nel mondo, su tutti quanti i ragazzi che ancora oggi vengono maltrattati, affamati.

Violati.

Ricordare la Shoah deve essere inteso come opportunità per riflettere su tutte quante le guerre che ancora oggi devastano il mondo, un mondo che ci fa sempre più paura, dove lo spettro del terrorismo ci accompagna come un’ombra e dove, dopo l’attacco alle torri gemelle, Bin Laden ancora fa sentire forte la sua voce per chiamare a raccolta i suoi fedeli e inasprire l’odio.

E ancora.

Un mondo in cui esistono posti come l’Iraq, devastato dalle lotte intestine, il Libano, la Palestina, dove ai razzi di Israele fanno da riscontro i kamikaze palestinesi, giovani integralisti che sacrificano la propria vita imbottendosi di esplosivo e diventano martiri, posti come l’Afghanistan, dove la condizione femminile è ancora così dura.

Dove le donne sono costrette a guardare il mondo attraverso la prigione del burka, dove non si può cantare, ballare, ridere.

Dove con la violenza si cerca di annullare la volontà delle persone e privarle della loro dignità di esseri umani, proprio come facevano i nazisti nei campi di concentramento.

E oggi il pericolo è tutt’altro che lontano, visto che cresce sempre più, anche in Italia, il numero di ragazzi che si definiscono neonazisti, che vanno in giro con croci celtiche, svastiche e crani rasati, festeggiano il compleanno di Hitler e inneggiano a lui come un Dio.

E’ incredibile quanto anche da morti si possano fare proseliti.

E il mito di Hitler continua a farne.

Perciò, non culliamoci mai sugli allori, non allentiamo mai la presa.

Coltiviamo la memoria. Non dimentichiamo. Mai.

Perché la colpa più grande, dopo l’odio, è l’indifferenza delle coscienze.