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copertina de "L'albero dei desideri"
 
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Incipit Per i Docenti
Judith

Judith è lo specchio di come ognuna di noi vorrebbe essere.
E’ generosa, si prende cura degli altri, fa di tutto per tenere unita la famiglia, si nasconde, fugge, stringe i denti e non si lascia mai travolgere dalle avversità.
 
Vive con entusiasmo la sua storia d’amore con Marc e divide con lui ogni sua ansia, ogni suo batticuore.
Nel lager si ferisce di proposito per andare a cercarlo e il bacio che scambia con lui nel corridoio dell’infermeria, ad un passo da guardie e kapò, ha il sapore della sfida, della vita che si ribella alla morte: è il suo cuore che non ha smesso di emozionarsi, che ancora sa cos’è l’amore e sugge come un’ape il suo fiore, in mezzo al fango.

Incantevole.

Un esempio da imitare.
Disegno di Judith
Dimitri

Per creare Dimitri mi sono ispirata agli scugnizzi napoletani, quei ragazzi che vivono per strada, a volte in squallide periferie, e in casa guardano perplessi mamme e papà che contano e ricontano i soldi e stentano ad arrivare a fine mese.

E allora loro s’industriano, imparano presto l’arte di arrangiarsi e si danno da fare per portare a casa qualche spicciolo e vedere spuntare di nuovo il sorriso sulle labbra della madre, anche solo per un giorno. Perché per quel sorriso hanno rinunciato alla ricarica o alla merenda o a quei jeans così trendy esposti al negozio all’angolo, e pure in saldi!

Dimitri è così, spiritoso, simpatico, sempre in movimento, conosce tutto e tutti nel ghetto, traffica avanti e indietro da mattina a sera pur di mettere qualcosa in tasca, vive di piccoli scambi, spesso di inganni, di piccole truffe, ma il suo cuore è puro. E generoso.
Disegno di Dimitri
David

E’ il simbolo di tutti i bambini che vengono abbandonati, maltrattati, offesi, violati. Di tutti quelli che, innocenti e ignari, patiscono guerra, fame, paura.

David è piccolo, gracile, sporco, consumato dalla fame, quando viene trovato è scambiato per un mucchio di stracci. Non è stato facile scrivere di lui e della sua storia, così triste, così spietatamente dolorosa e ingiusta, ma ho dovuto farlo. Per voi. Perché voi capiste fin dove poteva spingersi l’orrore di quegli anni.

Perché la conoscenza, la consapevolezza di certe verità non sempre può essere indolore.

David è un soffio d’innocenza nei miasmi amari della Shoah.
Disegno di David
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