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I Vostri Lavori
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La classe 3A della scuola Nicola Capasso di Acerra
<---Chiedi alla luna |
| L'albero dei desideri ---> |
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| I.C.S. "E. De Nicola" Casalnuovo (NA) |
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| I.C.S. "E. De Nicola" Casalnuovo (NA) |
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Scuola media "Belvedere" sede
succursale, Vomero, Napoli.
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Pergamena "L'albero dei desideri"
della scuola media "Capasso" di Acerra (NA)
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S.S.P.G. "B.V. Romano"
di Torre del Greco (NA)
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Le classi quinte coordinate dall'insegnante
Simona Maiozzi,
della scuola elementare "Trilussa" di Roma.
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La classe 3^I
coordinata dalla prof. Ivana Ricci, della
scuola media "Gallozzi" di Santa Maria Capua Vetere
(Ce)
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Il
profumo delle viole
Costruiamo insieme la tolleranza, non solo come ideale, ma come
pratica di vita…
Costruiamo un futuro migliore, nel quale il rispetto per la dignità
umana e la solidarietà fra i popoli siano la base del vivere
civile.
Leggere un libro è sempre una bella avventura, un viaggio
nel tempo e nello spazio che possiamo compiere stando tranquillamente
a casa o a scuola. La tranquillità è importante,
perché ci aiuta a osservare e apprezzare meglio gli scenari
e i paesaggi che incontriamo nel nostro andare, cioè nel
nostro leggere. Altrettanto importante è la meta, l’itinerario
da percorrere, le motivazioni che ci hanno spinti a scegliere
un libro piuttosto che un altro, l’attrazione che esso ha
suscitato in noi fin dall’inizio, fin da quando ci è
capitato in mano per la prima volta.
“Il profumo delle viole” si è fatto apprezzare
da noi per diverse ragioni: lo stile è chiaro e lineare
senza essere banale, va dritto allo scopo e rappresenta con efficacia
situazioni e stati d’animo a volte complessi. Poi il contenuto,
che possiamo leggere e interpretare a più modi, come abbiamo
provato a fare. La lettura di questo libro ci ha fatto conoscere
la tragedia dell’Olocausto, suscitando in noi dolore, sdegno
e amarezza per tutto ciò che è successo e, per quanto
possa essere angosciante, è giusto che sia raccontato.
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Capitolo I : presentazione della famiglia.
La famiglia di Judith era una famiglia ebrea come tante. Il capofamiglia
era uno stimato avvocato, autoritario, ma premuroso con le sue
figlie. Sua moglie era una casalinga discreta, curava la casa
con amore e amava abbellire il suo terrazzo con le “profumate
viole”. Vera, la figlia maggiore, una ragazza timida, era
sposata con Adam, un bravo medico; i due, però, non avevano
figli.
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Divieti
“Tu non puoi entrare!”
“Vattene immediatamente! Qui non li vogliamo quelli come
te! Esci fuori sporca ebrea!”
Era diventato un periodo terribile per tutti quelli che vivevano
in Germania. A loro era vietato tutto:non potevano uscire dopo
le sei e mezza di sera, non potevano prendere mezzi pubblici,
non potevano frequentare locali… |
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Deportazione
Durante quel periodo Judith e la sua famiglia furono deportati.
I genitori vennero divisi dalle loro figlie, quindi Judith e Vera
furono deportate in altri campi e divennero sarte pur di non fare
lavori più pesanti.
Fuga
“Mi sentii strappare Vera dalle braccia, una mano scattò
fulminea sulla mia bocca, per impedirmi di urlare e fui trascinata
fra gli alberi”
Dopo quattro mesi di atroce prigionia Judith e Vera riescono a
scappare e, sul cammino, come per miracolo Judith rincontra il
suo grande amore: Marc. |
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Taglio di capelli
“Non importa, tesoro, ricresceranno e saranno più
belli di prima”
Nei campi di concentramento i nazisti assumevano comportamenti
ingiusti. Gli ebrei dovevano lavorare come schiavi senza potersi
riposare. Inoltre alle donne venivano anche tagliati i capelli.
Proprio di questo Judith si rammaricava, ricordando i tempi in
cui aveva la sua bella e folta chioma bruna.
Capitolo 34
“Vera sta morendo e io voglio starle accanto fino alla fine,
voglio morire con lei”
Quando finalmente le due sorelle avevano ottenuto la tanto desiderata
libertà, Vera si era gravemente ammalata e stava morendo
sotto gli occhi increduli della sorella minore. Quando i nazisti
arrivarono nella casa, trovarono vivo solo Adam, e lo ammazzarono
bruscamente.
Morte di Marc
“Ero lì, davanti al corpo esanime di Marc, la mia
mano era stretta ancora nella sua”
La lunga fuga era stata determinante per la morte di Marc, infatti
una pallottola l’aveva colpito dritto al cuore.
Judith per il dolore sviene e quando si sveglia capisce che deve
fuggire, per non essere trovata dai nazisti che avevano assassinato
il suo amore.
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Fine
“Continuerò a lottare, amore mio, non ti deluderò.
Lo farò per te, per Adam, per Vera, per mamma e papà
e per tutti gli ebrei sterminati. Lo giuro.
Judith capisce che non può mollare, ora che è ad
un passo dalla libertà. Decide di combattere e lo fa per
essere la testimonianza vivente dello sterminio e per poter ricordare
degnamente tutti i suoi cari che l’avevano protetta.
Tutto ciò è successo e, per quanto possa essere
angosciante, è giusto che sia ricordato…
La classe terza B, coordinata dalla prof.
Rosanna Rianna, dell’Istituto comprensivo “G.Garibaldi”,
Vairano Patenora Scalo (Ce) |
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A.P. IIB
Istituto comprensivo di Pignataro Maggiore (CE)
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Il
segreto di Villa Camilla
La nostra classe,
seconda media, tiene molto alla lettura. Ma soprattutto ogni
anno la scuola ci invoglia verso la lettura di qualche romanzo
per ragazzi della nostra stessa età. Quest’ anno
ci è stata proposta la lettura del romanzo scritto da
Liliana D’Angelo intitolato “IL SEGRETO DI VILLA
CAMILLA”.
Questo libro, che racconta le avventure di ragazzi sulle tracce
di un antico mistero da svelare, ci ha appassionati fin dalla
prima pagina. La vittima è un piccolo bambino figlio
di un famigerato conte rimasto senza moglie subito dopo la nascita
del suo primogenito. Il conte sposa, negli anni successivi,
un’ altra donna ma misteriosamente in una notte di festeggiamenti
al castello il bambino viene ucciso. L’enigma consiste
nello scoprire il suo assassino.
Questo romanzo ad ogni pagina si infittisce di misteriosi intrighi
e compaiono sulla scena del delitto sempre nuovi personaggi
che svolgono un ruolo anche se piccolo ma importante per lo
svolgimento della vicenda stessa. Un personaggio che segna un
posto primordiale per lo svolgimento dei fatti è Giosuè
un uomo nato con alcuni handicap e destinato ad essere isolato
dalla città e costretto a vivere in una misera baracca,
e a mangiare bacche e radici oppure si può pensare ad
un personaggio come Fabris, un dottore molto fidato.
I ragazzi si appassionano alla risoluzione di questo mistero
e fino alla fine cercano di mettere insieme più indizi
possibili tanto da venire a scoprire la verità quando
oramai si pensava fosse tutto fallito:ad uccidere il bambino
furono Fabris con la complicità della seconda moglie
del famigerato conte ovvero il padre del bambino.
La scrittrice di questo incantevole e sbalorditivo libro: Liliana
D’Angelo è venuta proprio qualche giorno fa nella
nostra scuola dove di sicuro ha trovato i suoi fan più
affezionati. Il fatto di avere l'autrice in classe ci ha emozionato
non poco. Non capita tutti i giorni di vedere dei cognomi stampati
sulla copertina di un libro farsi persone vere, persone che
parlano, persone che si possono toccare, a cui si puo' stringere
la mano.
Ci ha rivelato delle cose sul libro che non avevamo immaginato:
dei trucchi, dei retroscena della scrittura. Ci ha detto anche
che il primo passo per saper scrivere è leggere, leggere
e leggere. Ci ha raccontato poi anche un po' della sua vita:
di quando era piccola e passava il suo tempo leggendo e immergendosi
in mondi fantastici. E ogni libro era un mondo nuovo. Un mondo
da scoprire piano piano.
A.P. IIIA Scuola Media Statale di Roccaromana
(CE)
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La classe
IIE della Scuola Media "Carlo Levi" Napoli
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S.P. IB Istituto
Comprensivo di Pignataro Maggiore
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IB Istituto
comprensivo "G. Garibaldi" Vairano Patenora (CE)
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