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I Vostri Lavori

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Disegno 02

La classe 3A della scuola Nicola Capasso di Acerra

<---Chiedi alla luna 
L'albero dei desideri --->  Disegno 13
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Disegno 04 Disegno 03
Pergamena 1
I.C.S. "E. De Nicola" Casalnuovo (NA)
Pergamena casalnuovo
I.C.S. "E. De Nicola" Casalnuovo (NA)
Scuola media "Belvedere" sede succursale, Vomero, Napoli.
Pergamena "L'albero dei desideri" della scuola media "Capasso" di Acerra (NA)
S.S.P.G. "B.V. Romano" di Torre del Greco (NA)

Le classi quinte coordinate dall'insegnante

Simona Maiozzi,

della scuola elementare "Trilussa" di Roma.

La classe 3^I

coordinata dalla prof. Ivana Ricci, della
scuola media "Gallozzi" di Santa Maria Capua Vetere (Ce)

Il profumo delle viole

Costruiamo insieme la tolleranza, non solo come ideale, ma come pratica di vita…
Costruiamo un futuro migliore, nel quale il rispetto per la dignità umana e la solidarietà fra i popoli siano la base del vivere civile.

Leggere un libro è sempre una bella avventura, un viaggio nel tempo e nello spazio che possiamo compiere stando tranquillamente a casa o a scuola. La tranquillità è importante, perché ci aiuta a osservare e apprezzare meglio gli scenari e i paesaggi che incontriamo nel nostro andare, cioè nel nostro leggere. Altrettanto importante è la meta, l’itinerario da percorrere, le motivazioni che ci hanno spinti a scegliere un libro piuttosto che un altro, l’attrazione che esso ha suscitato in noi fin dall’inizio, fin da quando ci è capitato in mano per la prima volta.

“Il profumo delle viole” si è fatto apprezzare da noi per diverse ragioni: lo stile è chiaro e lineare senza essere banale, va dritto allo scopo e rappresenta con efficacia situazioni e stati d’animo a volte complessi. Poi il contenuto, che possiamo leggere e interpretare a più modi, come abbiamo provato a fare. La lettura di questo libro ci ha fatto conoscere la tragedia dell’Olocausto, suscitando in noi dolore, sdegno e amarezza per tutto ciò che è successo e, per quanto possa essere angosciante, è giusto che sia raccontato.
Copertina di un lavoro

Capitolo I : presentazione della famiglia.

La famiglia di Judith era una famiglia ebrea come tante. Il capofamiglia era uno stimato avvocato, autoritario, ma premuroso con le sue figlie. Sua moglie era una casalinga discreta, curava la casa con amore e amava abbellire il suo terrazzo con le “profumate viole”. Vera, la figlia maggiore, una ragazza timida, era sposata con Adam, un bravo medico; i due, però, non avevano figli.
Divieti

“Tu non puoi entrare!”
“Vattene immediatamente! Qui non li vogliamo quelli come te! Esci fuori sporca ebrea!”
Era diventato un periodo terribile per tutti quelli che vivevano in Germania. A loro era vietato tutto:non potevano uscire dopo le sei e mezza di sera, non potevano prendere mezzi pubblici, non potevano frequentare locali…
Disegno di Achille
Deportazione

Durante quel periodo Judith e la sua famiglia furono deportati. I genitori vennero divisi dalle loro figlie, quindi Judith e Vera furono deportate in altri campi e divennero sarte pur di non fare lavori più pesanti.

Fuga

“Mi sentii strappare Vera dalle braccia, una mano scattò fulminea sulla mia bocca, per impedirmi di urlare e fui trascinata fra gli alberi”
Dopo quattro mesi di atroce prigionia Judith e Vera riescono a scappare e, sul cammino, come per miracolo Judith rincontra il suo grande amore: Marc.
Disegno
Taglio di capelli

“Non importa, tesoro, ricresceranno e saranno più belli di prima”
Nei campi di concentramento i nazisti assumevano comportamenti ingiusti. Gli ebrei dovevano lavorare come schiavi senza potersi riposare. Inoltre alle donne venivano anche tagliati i capelli. Proprio di questo Judith si rammaricava, ricordando i tempi in cui aveva la sua bella e folta chioma bruna.

Capitolo 34

“Vera sta morendo e io voglio starle accanto fino alla fine, voglio morire con lei”
Quando finalmente le due sorelle avevano ottenuto la tanto desiderata libertà, Vera si era gravemente ammalata e stava morendo sotto gli occhi increduli della sorella minore. Quando i nazisti arrivarono nella casa, trovarono vivo solo Adam, e lo ammazzarono bruscamente.

Morte di Marc

“Ero lì, davanti al corpo esanime di Marc, la mia mano era stretta ancora nella sua”
La lunga fuga era stata determinante per la morte di Marc, infatti una pallottola l’aveva colpito dritto al cuore.
Judith per il dolore sviene e quando si sveglia capisce che deve fuggire, per non essere trovata dai nazisti che avevano assassinato il suo amore.
Disegno
Fine

“Continuerò a lottare, amore mio, non ti deluderò. Lo farò per te, per Adam, per Vera, per mamma e papà e per tutti gli ebrei sterminati. Lo giuro.
Judith capisce che non può mollare, ora che è ad un passo dalla libertà. Decide di combattere e lo fa per essere la testimonianza vivente dello sterminio e per poter ricordare degnamente tutti i suoi cari che l’avevano protetta.


Tutto ciò è successo e, per quanto possa essere angosciante, è giusto che sia ricordato…

La classe terza B, coordinata dalla prof. Rosanna Rianna, dell’Istituto comprensivo “G.Garibaldi”, Vairano Patenora Scalo (Ce)
Judith scrive
A.P. IIB Istituto comprensivo di Pignataro Maggiore (CE)
Il segreto di Villa Camilla

La nostra classe, seconda media, tiene molto alla lettura. Ma soprattutto ogni anno la scuola ci invoglia verso la lettura di qualche romanzo per ragazzi della nostra stessa età. Quest’ anno ci è stata proposta la lettura del romanzo scritto da Liliana D’Angelo intitolato “IL SEGRETO DI VILLA CAMILLA”.

Questo libro, che racconta le avventure di ragazzi sulle tracce di un antico mistero da svelare, ci ha appassionati fin dalla prima pagina. La vittima è un piccolo bambino figlio di un famigerato conte rimasto senza moglie subito dopo la nascita del suo primogenito. Il conte sposa, negli anni successivi, un’ altra donna ma misteriosamente in una notte di festeggiamenti al castello il bambino viene ucciso. L’enigma consiste nello scoprire il suo assassino.

Questo romanzo ad ogni pagina si infittisce di misteriosi intrighi e compaiono sulla scena del delitto sempre nuovi personaggi che svolgono un ruolo anche se piccolo ma importante per lo svolgimento della vicenda stessa. Un personaggio che segna un posto primordiale per lo svolgimento dei fatti è Giosuè un uomo nato con alcuni handicap e destinato ad essere isolato dalla città e costretto a vivere in una misera baracca, e a mangiare bacche e radici oppure si può pensare ad un personaggio come Fabris, un dottore molto fidato.

I ragazzi si appassionano alla risoluzione di questo mistero e fino alla fine cercano di mettere insieme più indizi possibili tanto da venire a scoprire la verità quando oramai si pensava fosse tutto fallito:ad uccidere il bambino furono Fabris con la complicità della seconda moglie del famigerato conte ovvero il padre del bambino.

La scrittrice di questo incantevole e sbalorditivo libro: Liliana D’Angelo è venuta proprio qualche giorno fa nella nostra scuola dove di sicuro ha trovato i suoi fan più affezionati. Il fatto di avere l'autrice in classe ci ha emozionato non poco. Non capita tutti i giorni di vedere dei cognomi stampati sulla copertina di un libro farsi persone vere, persone che parlano, persone che si possono toccare, a cui si puo' stringere la mano.

Ci ha rivelato delle cose sul libro che non avevamo immaginato: dei trucchi, dei retroscena della scrittura. Ci ha detto anche che il primo passo per saper scrivere è leggere, leggere e leggere. Ci ha raccontato poi anche un po' della sua vita: di quando era piccola e passava il suo tempo leggendo e immergendosi in mondi fantastici. E ogni libro era un mondo nuovo. Un mondo da scoprire piano piano.


A.P. IIIA Scuola Media Statale di Roccaromana (CE)
La classe IIE della Scuola Media "Carlo Levi" Napoli
Poesia Sara
S.P. IB Istituto Comprensivo di Pignataro Maggiore
IB Istituto comprensivo "G. Garibaldi" Vairano Patenora (CE)